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by Orietta Lanzarini
Carlo Scarpa collabora con La Biennale di Venezia per più di trent’anni. Seguendo il filo di questa esperienza, si svela la fitta trama di relazioni che lega uno dei protagonisti dell’architettura del ‘900 al mileau culturale veneziano, animato da artisti, studiosi, collezionisti come Carlo Carrà, Bruno Zevi, Peggy Guggenheim. Il contatto giornaliero con questi personaggi stimola Scarpa a compiere una estesa riflessione sulle arti figurative, portando al centro della sua attenzione un serie di fonti: l’opera di Klee, Kandinskij, Mondrian, la ricerca di matrice De Stijl e molte altre. Proprio il rapporto con le arti - fondamentale nella maturazione del linguaggio architettonico scarpiano – trova una chiave di lettura nella ricostruzione del suo lavoro alla Biennale. Ugualmente importante si rivela il ruolo dell’istituzione nel propiziare l’incontro di Scarpa con alcuni dei maestri che più ammira - Hoffmann, Neutra, Aalto, Kahn - la ricerca dei quali lascia un segno riconoscibile nei per
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